Nato a Milano nel 1855, Enrico Marchetti si trasferì a Torino nel 1874 e qui iniziò un apprendistato con Benedetto Gioffredo Rinaldi, a cui seguì un periodo di collaborazione con Antonio Guadagnini. I suoi datori di lavoro, dediti più al commercio e alle riparazioni che alla costruzione, gli permisero di sviluppare uno stile personale che, nel corso di una lunga carriera, evolvette in una produzione molto varia e non sempre stilisticamente omogenea.
Vari furono anche i modelli usati: Stradivari, Guarneri del Gesù, ma soprattutto ispirati a liutai attivi a Torino prima di lui, come Giovanni Battista Guadagnini e Giovanni Francesco Pressenda. Molto frequente anche l'utilizzo del modello Testore, in omaggio alle origini milanesi. Tecnicamente, Marchetti lavorò talvolta in maniera attenta e raffinata, anche se più sovente il suo stile spontaneo e personale è quello maggiormente riconoscibile. La voluta ha un andamento caratteristico, schiacciato orizzontalmente, e con la parte finale del giro ristretta attorno all'occhio; la fronte del riccio ha uno sviluppo triangolare, stretto in alto e largo nella parte bassa, e le pareti della voluta sono scolpite sovente in sovra-squadro. Il retro della cassetta dei piroli termina in basso con una punta rialzata, tipica anche di Guadagnini. I fori armonici sono fortemente inclinati, specialmente nell'ultimo periodo, e nelle punte l'incontro delle sezioni del filetto è molto allungato.