Jean-Baptiste Vuillaume nacque a Mirecourt nel 1798, dove ricevette la sua prima formazione da liutaio, e si trasferì poi a Parigi nel 1818; qui le influenze maggiori sul suo lavoro furono François Chanot, di cui divenne apprendista, e Nicolas Lupot. Ben presto Vuillaume si affermò come grande copista dei classici italiani, in primo luogo Antonio Stradivari e Giuseppe Guarneri del Gesù; questa attività lo portò a un notevole e rapido successo, che gli permise ben presto di avvalersi di un gran numero di assistenti (fra gli altri Honoré Derazey e Pierre Silvestre). Analogamente di successo fu anche la produzione di archi da lui iniziata, che lo portò negli anni a impiegare grandi archettai come i fratelli Peccatte, Jean Pierre Marie Persoit, François Nicolas Voirin e altri. Il talento di Vuillaume si segnalò anche in vari altri campi, ad esempio nell’invenzione di archetti metallici e con sistema semplificato di incrinatura, e di un gigantesco strumento denominato “Octobass”.
Notevole fu anche la sua attività nel campo del restauro e particolarmente del commercio, che lo portò a gestire il principale atelier europeo del suo periodo; la qualità degli strumenti antichi da lui trattati, già notevole in precedenza, raggiunse il suo apice dopo che nel 1855 Vuillaume ebbe rilevato l’intera collezione assemblata da Luigi Tarisio.