Nato in Germania nel 1710 circa, Carlo Landolfi iniziò una sua produzione autonoma di strumenti parecchi decenni più tardi, dopo essersi stabilito a Milano e in un'epoca che vedeva ancora attivi in città la seconda generazione della famiglia Testore e, più tardi, Giovanni Battista Guadagnini.
La sua liuteria rimane tuttavia molto personale sotto vari punti di vista: il modello è di dimensioni contenute e piuttosto snello; i fori armonici hanno linee legate alla tradizione tedesca, con gli occhi ripiegati verso l'interno e tacche di ampie dimensioni. La testa è l'elemento più personale: la cassetta dei piroli presenta un rigonfiamento nella parte inferiore e prosegue con un andamento rettilineo nella parte superiore, terminando con una gola assai poco scavata; la chiocciola rimane invece solitamente piuttosto compatta. La vernice di buona qualità e la sonorità lo rendono uno dei più importanti liutai milanesi del secondo Settecento, che avviò alla professione il figlio Pietro Antonio e contribuì a formare anche Pietro Giovanni Mantegazza.