Nato intorno al 1730, si ritiene che il primo liutaio della famiglia Mantegazza possa essersi formato a Milano sotto la guida di Carlo Ferdinando Landolfi, sebbene non vi siano molti elementi stilistici che accomunino questi due autori. Il modello dei fori armonici di Pietro Giovanni si ispira allo stile degli Amati, con aste larghe, poco rastremate e palette di piccole dimensioni. Il modello della cassa è più largo, e influenzato maggiormente dagli strumenti di Giovanni Battista Guadagnini, già attivo a Milano nei decenni precedenti. Rispetto a Landolfi, la cassetta dei piroli è meno rettilinea e più scavata nel sottogola, e la voluta di Mantegazza è di solito compatta e scolpita abbastanza profondamente.
Dopo la rottura fra Guadagnini e il conte Cozio di Salabue, la famiglia Mantegazza subentrò al primo in qualità di bottega di fiducia del nobile piemontese, per cui eseguirono molti lavori di restauro e di "modernizzazione" di strumenti classici. Tre figli di Pietro Giovanni lo affiancarono in laboratorio: Antonio, Francesco e Carlo. Questi due ultimi sono spesso ricordati come "Fratelli Mantegazza" da Cozio, che continuò valersi dei loro servizi anche dopo la scomparsa del padre nel 1803.