Nato nel 1807 a Barbaresco, Giuseppe Antonio Rocca iniziò a collaborare con il proprio conterraneo, Giovanni Francesco Pressenda, quando i due si ritrovarono a Torino nel 1834. Il suo apprendistato col più anziano liutaio fu piuttosto breve, e già nel 1838 Rocca si era reso indipendente dal maestro. A questo periodo va fatto risalire anche l'incontro di Rocca con il collezionista piemontese Luigi Tarisio (Teruggi) che era destinato a rilevare molti degli strumenti più pregiati già in possesso del conte Cozio di Salabue.
Rocca ebbe modo, grazie a questa conoscenza, di studiare assai approfonditamente alcuni grandi strumenti della tradizione cremonese, in particolare il "Messia" del 1716 di Antonio Stradivari e il violino del 1742 di Guarneri del Gesù che diverrà poi noto come "Alard". Questi due strumenti rimasero, negli anni a venire, la base dei modelli da lui più frequentemente utilizzati. Allo stesso tempo Rocca si distanziò anche dal metodo costruttivo che aveva appreso da Pressenda e, proprio grazie all'attenta osservazione di tali violini, iniziò a riprodurre anche le tecniche costruttiva interne dei classici cremonesi. Questo influsso avvicinò per certi versi lo stile di Rocca a quello che sarebbe stato in voga in Francia nei decenni successivi, sebbene il piemontese non produsse mai "copie" cremonesi ma si attenne sempre al proprio gusto originale. L'attento studio del "Messia" e del violino "Alard" si rivela, oltre che nei suoi modelli, anche nella forma e nella posizione dei fori armonici, ad esempio, assai influenzate dagli originali. Da questo momento Rocca sviluppò uno stile personale che si ritrova in molti dettagli, come ad esempio la sguscia molto larga ed esterna del filetto e una lavorazione delicata del riccio, lasciato con spigoli piuttosto taglienti, entrambe caratteristiche che lo allontanano decisamente dal gusto inizialmente ereditato da Pressenda. Rocca passò l'ultimo periodo della sua vita a Genova, e lasciò una perdurante influenza, oltre che sul figlio Enrico, anche sulla liuteria di quella città e su quella piemontese in generale.