Nato presso Chiavari nel 1883 e figlio di un falegname e bottaio che costruiva anche strumenti per passione, Giuseppe Castagnino apprese i rudimenti della lavorazione del legno nella bottega paterna. Nel 1911, per tramite di Cesare Candi, venne presentato a Giuseppe Fiorini, che lo accolse a lavorare nella propria bottega di Monaco di Baviera per un breve periodo nel 1913. L'influenza del maestro sul giovane liutaio non poté dunque essere molto profonda, ma lasciò in eredità alcune scelte costruttive che contrastano con la scuola genovese del Novecento: per esempio l'uso della forma interna, e delle controfasce centrali incassate negli zocchetti.
Per il resto il suo stile rimase fortemente personale nel corso di tutta la sua carriera (Castagnino morì nel 1966), durante la quale il liutaio mostrò una decisa preferenza per il modello Guarneri del Gesù; i fori armonici sono solitamente piuttosto allungati ma non spigolosi, e allungata anche la nocetta sul fondo, un tratto invece tipicamente genovese. Il modello del riccio è una personale interpretazione di Guarneri e ha uno sviluppo rigonfio nella parte superiore e posteriore della voluta, che ha uno smusso spesso tinto in nero.