Serafin, Santo

Nato a Udine nel 1699, Santo Serafin si trasferì a Venezia nel 1717 forse anche in seguito alla conoscenza di Francesco Goffriller, che egli avrebbe potuto incontrare nella sua città di origine. Arrivato a Venezia, Serafin fu attivo come musicista e probabilmente collaborò con altri laboratori presenti in città fino ad aprire, nel 1733, una sua bottega in Calle degli Stagneri; la sua attività venne poi proseguita dal nipote Giorgio, che ereditò la bottega di Domenico Montagnana nel 1750.

Lo stile di Santo Serafin è unico nella liuteria veneziana per il suo essere strettamente ispirato al lavoro di Nicolò Amati, di cui egli riuscì a emulare la raffinatezza, il grado di precisione e rifinitura. Di chiara derivazione Amati è quindi il modello delle casse, mentre il disegno dei fori armonici rimane riconoscibile per il giro ristretto assunto dalla parte dell'asta e dell'occhio superiore. Il filetto è intarsiato magistralmente, con un bianco largo e un nero molto sottile. Il riccio ha una gola molto alta e scavata, e l'occhio spostato verso la parte anteriore della voluta; visto di fronte, lo scavo si unisce in un singolo arco nel sottogola e la cassetta dei piroli è rifinita con un piccolo scavo semicircolare nella sua faccia superiore.

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Santo Serafin, violino, Venezia - 1737

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