Secondo figlio di Alessandro Gagliano, Gennaro si formò sotto la guida del padre e aprì in seguito un laboratorio indipendente. Spesso considerato come il miglior liutaio della famiglia per la raffinatezza della lavorazione e della sua vernice, solitamente più morbida di consistenza e di colorazione più rossa rispetto ad altri membri della sua famiglia.
I modelli, piuttosto corti ma robusti, sono ispirati agli Amati e ad Antonio Stradivari, che ne ha influenzato anche il modello dei fori armonici, di solito di lunghezza non eccessiva e con le curve che portano agli occhi superiori e inferiori allargate. Il modello di cassa armonica ha un peculiare rigonfiamento nella parte adiacente alle punte che si ritrova poi anche nel nipote Ferdinando; il modello di testa è molto personale: ovalizzato nel senso della larghezza e con un secondo giro piuttosto stretto.
Usò sia i tradizionali materiali tipici della liuteria cremonese che talvolta acero della zona con vena evidente ,che si traduce una trama "a rete" caratteristica. Molto apprezzati anche i suoi violoncelli su modello stradivariano.