Nato nel 1703 a Monte di Malo, sulle colline a nord di Vicenza, la famiglia di Camillo Camilli si spostò progressivamente verso sud, stabilendosi infine nelle immediate vicinanze di Mantova. Sebbene si ritenga che Camilli possa essersi formato come allievo di Antonio Zanotti, il livello notevolmente superiore dei suoi primi lavori rispetto a quelli del suo ipotetico maestro lascia aperte numerose questioni. Camilli potrebbe infatti essere già stato in grado di realizzare buoni strumenti prima di unirsi, nel 1731, con lo stesso Zanotti, che da quel momento pare aver assunto un ruolo preponderante nella società da loro formata.
In ogni caso la collaborazione fu di breve durata e dal 1734 in poi Camillo Camilli rimase per due decenni l'unico liutaio attivo a Mantova, dato che Tommaso Balestrieri non iniziò in effetti la propria carriera che alcuni anni dopo la sua morte.
Camilli, che morì nel 1754 a poco più di cinquant'anni di età, fu tuttavia un liutaio piuttosto produttivo che realizzò quasi esclusivamente violini. Il suo lavoro prende le mosse dallo stile di Pietro Guarneri ma è assai riconoscibile e di notevole costanza qualitativa; il modello è tondeggiante e di piccolo formato, con punte spesso lunghe ed eleganti e un filetto intarsiato con una certa cura. Elegante e ben scolpita è anche la testa, riconoscibile per l'occhio leggermente decentrato verso il basso, il secondo giro della chiocciola piuttosto stretto, e il dorso largo. La vernice è solitamente di color giallo ambrato e di pasta resistente.