Nato nel 1818, Giuseppe Sgarbi appartenne a quella interessante generazione di liutai emiliani che, sebbene in gran parte autodidatti, furono in grado di esprimere una liuteria spontanea e personale tipica dell'Ottocento italiano. Attivo a Finale Emilia dal 1840 circa, a partire dal 1878 si trasferì a Roma, dove lavorò insieme al figlio Antonio. Fece poi ritorno a Modena nel 1890, dove morì nel 1905.
Usò un modello elegante con linee arrontondate che ricorda vagamente lo stile degli Amati; le punte solitamente sono corte e il filetto ha sezioni nere marcate ed è posto a breve distanza dal bordo. I fori armonici sono lunghi e ravvicinati, talvolta con palette non rettilinee ma bensì convesse. Il riccio ha un cavigliere panciuto nella parta bassa e snello in quella superiore, e la chiocciola è rotonda e ammorbita negli spigoli con gusto tipicamente emiliano.