Nato a Piacenza nel 1723, Giuseppe Nadotti affiancò probabilmente per tutta la vita la carriera di musicista alla costruzione di strumenti, come nel caso del suo stretto contemporaneo Gaspare Lorenzini. La sua attività di strumentista è comprovata da diverse fonti di archivio, così come i suoi contatti con la famiglia di Giovanni Battista Guadagnini, e di uno dei suoi mentori, il violoncellista Carlo Ferrari.
Nonostante la professione di liutaio di Giuseppe Nadotti sia parimenti comprovata da documenti dell'epoca, l'estrema rarità dei suoi lavori lascia pensare che molti di questi, noti anche a Cozio di Salabue, possano essere poi stati attribuiti a suoi colleghi di maggior fama. La sua liuteria è piuttosto classica nei modelli e nel gusto, con punte allungate e un filetto sottile e ben eseguito; la testa invece ha una voluta ampia che termina in un occhio fortemente arrotondato.