La dicitura "Dom Nicolò Amati" si ritrova in una serie di strumenti realizzati durante la prima metà del Settecento. In tempi recenti, il liutaio è stato identificato nel prelato bolognese Nicola Marchioni, nato nel 1662, che firmava quindi con uno pseudonimo senza aver alcuna forma di legame con i suoi predecessori cremonesi, e appartenendo invece alla cerchia dei Tononi.
Come in questi ultimi, nel suo stile si mescolano elementi emiliani e veneziani, anche se la qualità del suo lavoro si dimostra piuttosto discontinua. Vari furono anche i modelli di cui si serviva, anche se rimangono riconoscibili le punte aggettanti verso l'esterno. Il piazzamento dei fori armonici appare sovente spostato verso il basso della tavola armonica e fortemente ravvicinato nel senso della larghezza, specialmente nel modesto spazio fra gli occhi superiori; le aste sono strette e inclinate. Nei suoi ricci, il sottogola tende ad essere basso e poco scavato.