Nato nel 1659 a Bressanone, si ipotizza che Matteo Goffriller possa essere venuto in contatto in gioventù con Matthias Albani a Bolzano, e poi con i membri della famiglia Seelos a Linz, dove egli trascorse alcuni anni. Giunto a Venezia nel 1685, egli poteva contare su legami di familiarità con la famiglia Kaiser, in particolare Martin, con cui Goffriller strinse una relazione lavorativa e di cui sposò infine la sorella, essendo così ricompreso a pieno titolo nella nutrita comunità di liutai di lingua tedesca operanti a Venezia. La sua bottega acquisì ben presto una posizione dominante in città per la qualità degli strumenti e anche in ragione di una notevole produttività, resa possibile dalla presenza, oltre al figlio Francesco, di numerosi apprendisti.
Il modello tipico di Goffriller trova ispirazione negli Amati, anche se di solito la parte superiore è proporzionalmente più lunga e più larga; la stessa caratteristica si trova in misura più evidente nei suoi violoncelli, gli strumenti per cui questo liutaio è sicuramente oggi più noto. I fori armonici hanno un piazzamento piuttosto ravvicinato e centrale sulla tavola armonica, con aste abbastanza parallele alla giunzione. Anche i ricci di Goffriller sono molto personali: la cassetta dei piroli è curvilinea e la gola è molto scavata; la voluta è schiacciata in senso orizzontale e sembra sporgersi in avanti. Come in molti autori veneziani, la vernice di grande qualità è spesso di un ricco colore rosso.