Gagliano, Raffaele e Antonio

Figli di Giovanni (I), a propria volta discendente di Nicolò Gagliano, Raffaele e Antonio dimostrano la sorprendente continuità della produzione attraverso le successive generazioni della famiglia e allo stesso tempo un significativo declino qualitativo occorso nel 19° secolo, per lo meno rispetto alla consapevolezza dei modelli classici.

Raffaele e Antonio, la cui produzione si situa nella prima metà dell'Ottocento, ebbero una scelta dei materiali meno accurata dei loro predecessori: abete a vena larga e spesso di provenienza locale, e acero con marezzatura povera e irregolare, che a volte simulavano dipingendola su un legno quasi liscio. Il loro modello di violino, piuttosto asimmetrico, è spesso di dimensioni contenute ma con punte massicce e orientate verso l'esterno; le effe hanno un posizionamento ravvicinato. Frequentemente il filetto sul fondo è semplicemente graffiato e riempito di stucco in luogo di essere intarsiato. Internamente, i materiali sono quelli della tradizione di famiglia, con uso di abete e faggio; anche il modello del riccio è tipicamente napoletano, con una chiocciola ristretta, ma la cassetta dei piroli è piuttosto rettilinea e la gola poco scavata.

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Raffaele e Antonio Gagliano, violino, Napoli - c.1830

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