Nonostante non si conoscano molti dettagli della vita di questo liutaio attivo a Viterbo nel terzo quarto del 18° secolo, la sua liuteria è piuttosto originale e facilmente riconoscibile.
Massiccio e tipicamente romano il suo modello, che è molto influenzato da Jacobus Stainer nel disegno dei fori armonici; le punte sono aperte e corte e il filetto piuttosto spesso; i piani hanno bombature alte e con una caratteristica costa nella parte centrale.