Il processo costruttivo


L’intaglio di una voluta cava commissionata da Fabio Biondi per la sua viola d’amore


Nella Cremona del XVI secolo fu messo a punto il sistema, ancora oggi insuperato, che poteva garantire ad un tempo la costanza qualitativa e l’unicità di ogni strumento realizzato. Questo sistema si basava sull’uso della forma interna, tracciata sulla scorta di un sapere geometrico e proporzionale di impronta rinascimentale che è possibile applicare tuttora tramite l’interpretazione dei modelli classici, o l’utilizzazione originale dei medesimi principi. Si tratta di un processo di imitazione e naturale innovazione, così come naturale è l’elemento da cui ogni liutaio inizia: il legno.

Tuttavia i materiali ottimali per la realizzazione di uno strumento di pregio sono estremamente rari; si tratta non solo delle crescite annuali strette e regolari dell’abete, o dell’effetto estetico della marezzatura dell’acero. Il legno deve essere selezionato secondo criteri acustici ottimali di leggerezza e resistenza; tipicamente solo uno ogni cinquanta o cento pezzi della migliore qualità viene considerato adatto alla costruzione di uno strumento Scrollavezza & Zanrè. La stessa pazienza e conoscenza dei materiali è richiesta nella preparazione della vernice a base di olio di lino e resine naturali simile nella sua composizione a quelle delle ricette classiche, e che di conseguenza ha pasta, colorazione ed effetti acustici che le richiama, e una tendenza a sviluppare nel tempo i medesimi effetti di patina e consunzione.