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la tradizione di parma e Renato Scrollavezza
Elisa Scrollavezza
Andrea Zanrč
Come altre importanti città italiane, Parma reca molte testimonianze del suo ricco passato, durante il quale è stata l’ambiziosa capitale di un piccolo Stato. L’architettura delle sue piazze e dei suoi palazzi, così come le sue raccolte d’arte ed il contributo dato alla cultura sono un segno di questo ruolo, allo stesso modo in cui la tradizione della liuteria emiliana e lombarda sono tuttora riconoscibili nel lavoro dei liutai di oggi.
Tutto ciò è naturalmente frutto anche della ricca vita musicale della città: dalla tradizione strumentale del Settecento, sfociata poi nel virtuosismo di Niccolò Paganini, che a Parma studiò e visse per lunghi periodi, fino all’esplosione del teatro d’opera nell’Ottocento, caratterizzata dalla figura di Giuseppe Verdi.
Anche oggi, grazie al Teatro Regio, al nuovo Auditorium N. Paganini di Renzo Piano, al Teatro Farnese, alla Casa della Musica, Parma vanta una vita musicale molto intensa ed ospita alcuni fra i più importanti solisti ed orchestre internazionali, oltre che ad essere sede di importanti istituzioni musicali come la Fondazione Arturo Toscanini, il Conservatorio Arrigo Boito, l’Orchestra del Teatro Regio e numerose altre realtà.
Questo ambiente ha di certo sempre esercitato una grande attrattiva sul mondo del liuteria, come nel caso delle sue più importanti figure che a Parma vissero e lavorarono, ossia Giovanni Battista Guadagnini e Gaetano Sgarabotto, entrambi richiamati nella nostra città dalle opportunità culturali e quindi professionali che vi si offrivano.
Non toccherebbe forse a noi affermarlo, ma ci sentiamo di dire che il ruolo storico di Renato Scrollavezza sarà riconosciuto come paragonabile a quello dei suoi grandi predecessori del Settecento e dell’inizio del secolo scorso. Questo non solo per la qualità del suo lavoro da liutaio, già annoverata dalla maggior parte dei conoscitori fra i vertici della seconda metà del Novecento, ma per l’opera di insegnamento portata avanti con passione e determinazione pur fra molte difficoltà. Renato sarà perciò ricordato non solo come grande liutaio, ma come capostipite di una Scuola che ci ha dato alcune decine fra i migliori professionisti operanti nel mondo.
Con il nostro lavoro, anche nel campo dell’insegnamento, ci auguriamo di sapere raccogliere questa eredità che rispettiamo e intendiamo preservare.
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