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La decisione di trarre una copia il più fedele possibile di un determinato strumento ha certamente un lato di scherzosa sfida verso un liutaio del passato: cercare di risalire agli attrezzi che un autore poteva usare e carpirne il gesto, copiarne gli errori e le asimmetrie, persino ripercorrere la storia dell’impiego di uno strumento con i suoi piccoli incidenti. Da un lato questo gioco è liberatorio in quanto permette di capire come noi liutai contemporanei, assillati dall’assoluta perfezione e simmetria, dalla precisione delle misure, dalla finitura senza pecche dello strumento possiamo allontanarci dai contenuti più importanti del nostro lavoro, ben presenti invece agli antichi.
C’è poi un lato estremamente serio ed interessante del lavoro del copista, poiché probabilmente non esiste alcun modo migliore per penetrare i segreti di un autore che tentare di imitarlo: un obbiettivo che, per dare risultati soddisfacenti, deve contemplare la considerazione di innumerevoli fattori, ma che soprattutto aiuta a comprendere gli strumenti in maniera migliore dal punto di vista sonoro.
Naturalmente una replica può essere tanto più accurata e convincente quanto più è stato diretto e approfondito il contatto con lo strumento ispiratore. Oggi esistono tecniche che permettono di ricavare calchi tridimensionali con un’assoluta fedeltà e precisione, riproducendo persino il rilievo della fibra del legno o del filetto; queste tecniche permettono di astrarre il legno dalla vernice che lo ricopre e, insieme ad un’accurata documentazione fotografica, consentono al liutaio di avere ottimi riferimenti durante il lavoro.

Abitualmente presso Scrollavezza & Zanrè si ricava un’unica copia di un certo strumento di pregio, per motivi di studio o per soddisfare una committenza. In seguito le conoscenze acquisite vengono utilizzate per produrre strumenti nuovi su quel determinato modello, permettendosi infine interpretazioni o licenze, e persino tentando di migliorare le potenzialità acustiche di un progetto, secondo quella che è la tradizione nobile della liuteria italiana. .

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Violino A. Zanrč, Parma -
2006, replica G. B. Guadagnini, 1753
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