SCROLLAVEZZA & ZANRE’
è un laboratorio di liuteria che si occupa della costruzione, del restauro e della messa a punto del suono degli strumenti ad arco.
Lo studio offre inoltre assistenza nel campo della conservazione e della compravendita, occupandosi fra l’altro dell’expertise di strumenti storici anche per esigenze assicurative.
Scrollavezza e Zanrè si rifà ad ambisce a proseguire la tradizione artistica trasmessa attraverso il lavoro e l’insegnamento di Renato Scrollavezza, che da ormai più di mezzo secolo è sinonimo di una liuteria di personalità, calore e delicato equilibrio.
Nella costruzione di strumenti nuovi, così come nella loro conservazione e messa a punto,S & Z è tesa alla ricerca di un’ideale di eccellenza che viene costantemente perseguito nel campo del suono, nell’essenza artistica della lavorazione tradizionale così come nella relazione con il musicista.
LA TRADIZIONE CLASSICA ITALIANA
La liuteria italiana è apprezzata dai conoscitori per le sue caratteristiche di spontaneità e di grande varietà stilistica. Nel rispetto di questa tradizione, la maggior parte della produzione dello studio Scrollavezza & Zanrè è composta da strumenti nuovi, spesso concepiti e realizzati su modelli personali.
Ma per apportare innovazioni anche minime ad una storia tanto illustre è necessario conoscerne approfonditamente le linee e gli stili, essere familiari con i modelli e la varietà di metodologie costruttive. Per questo S & Z ha studiato approfonditamente e riprodotto in ogni dettaglio alcuni grandi strumenti della tradizione classica, documentandone le forme, i metodi di costruzione e caratteristiche cruciali per il suono come la bombatura e gli spessori.
Questa esperienza ci assiste non solo nella costruzione di repliche, ma ci permette anche di offrire una grande varietà di modelli spesso ricavati da strumenti originali: accanto a violini, viole e violoncelli personali troviamo quindi strumenti costruiti su modelli di Antonio Stradivari, Giuseppe Guarneri del Gesù e Niccolò Amati, ma anche di Paolo Maggini, Gennaro Gagliano, Santo Serafino, Giovanni Battista Guadagnini, insieme ad alcuni grandi maestri del 20° secolo come Augusto Pollastri, Marino Capicchioni e Gaetano Sgarabotto.
LINEE E VOLUMI
Esiste un lato nella professione di liutaio che rimane sconosciuto e inaccessibile ai più, ma che per alcuni esperti costituisce la vera attrattiva di questo mestiere, ciò che la differenzia rispetto alla fabbricazione di qualsiasi altro strumento.
Il liutaio crea infatti sculture sonore, sculture nelle quali si vuole incorporare tutto l’equilibrio e l’armonia di linee che sono rimaste pressoché inalterate dal tardo Rinascimento. Una grandissima dedizione ci è richiesta affinché la purezza di queste forme possa emergere di nuovo in un mondo complesso e talvolta confuso. La volontà estetica ultima deve portare ad una linea che sembri creata in un solo pensiero, quasi come un fenomeno naturale, a volumi distribuiti perfettamente, a cui non sia possibile aggiungere o togliere alcunché senza guastarne la perfezione.
Ma queste forme devono avere anche la freschezza della scultura sbozzata, in cui rimane visibile il gesto dell’artista. Per questo motivo gli strumenti Scrollavezza e Zanrè sono rifiniti solo con attrezzi da taglio e con un utilizzo minimo di abrasivi, come già si usava nel sei e settecento; in questo modo le linee possono rimanere forti e sentite, e la tessitura del legno, la fibra dell’abete, la marezzatura dell’acero possono emergere in tutta la loro bellezza.
La stessa cura viene poi dedicata all’intaglio del ponticello, eseguito esclusivamente a coltello, e alla scelta degli accessori più raffinati e lussuosi, realizzati in essenze pregiate come il bosso europeo, l’ebano, il palissandro violetto, il legno serpente.
L’IDEALE DEL SUONO E DELL’ESPRESSIONE
Molte delle caratteristiche che si richiedono al suono di uno strumento ad arco sono tipiche della voce umana, di cui esso deve condividere anche la medesima espressività: il suono deve essere ampio di volume e rotondo, aperto per tutta la sua estensione; allo stesso tempo deve avere un centro chiaro, una punta quasi che ne assicuri l’incisività; deve essere complesso e nobile, pronto al minimo tocco dell’arco e risonante anche in seguito alla pressione più lieve.
Detto questo, è facile comprendere come il suono sia la sfida principale della nostra arte, una sfida che deve essere perseguita con un idealismo superiore ad ogni altra: un territorio pressoché vergine per la ricerca fisica che rimane per ora in gran parte fondato sull’istinto. Con l’esperienza il liutaio impara a indovinare il suono dal tocco della tavoletta grezza, a “vedere” il suono nell’andamento delle bombature e poi a “toccarlo” flettendo i piano fino al raggiungimento degli spessori ottimali.
Dall’equilibrio di innumerevoli variabili, che vengono lentamente soppesate nel corso di settimane di lavoro e riflessione, dipende la riuscita dello strumento. È questo il fattore su cui si fonda ancora oggi la superiorità dello strumento creato individualmente rispetto alla produzione in serie.
Ma, oltre al timbro, fondamentale è la risposta e la soddisfazione che il musicista trae dall’esecuzione, quella sensazione di vitalità che discende da uno strumento al vertice delle sue potenzialità. Non sempre si dedica a questo campo, quello della messa a punto, la necessaria attenzione. Nello studio Scrollavezza & Zanrè per ogni strumento, nuovo o antico che sia, si ricercano le condizioni ottimali di suono, riservando un’attenzione estrema a variabili cruciali come il ponticello, l’anima, ma anche alla giusta scelta di corde.
I MATERIALI E LA RICERCA
La costruzione di strumenti ad arco è uno dei pochissimi campi in cui l’uso delle materie e dei metodi tradizionali resiste contro i principi della nostra epoca improntati all’economicità. Ad esempio, la vernice ad olio che ricopre gli strumenti S & Z viene preparata esclusivamente con ingredienti naturali secondo una ricetta documentata in Italia già dal XVI secolo e che comporta procedimenti lunghi e rischiosi per l’ottenimento di una quantità di prodotto estremamente limitata.
Con questa stessa attitudine alla selettività e alla riflessione scegliamo l’acero e l’abete rosso che andranno a comporre i nostri strumenti, ricercando non solo l’assenza di imperfezioni e l’effetto estetico, ma essendo estremamente esigenti nella scelta delle tavole più resistenti e leggere, le sole che possano avvicinarci all’ideale acustico che ricerchiamo. I legnami vengono impiegati solo in seguito ad una lunga stagionatura naturale che non è mai inferiore a dieci anni e che in alcuni casi può arrivare a far risalire il taglio dell’albero anche ad alcuni secoli addietro.
La capacità di attendere e il rispetto della tradizione si deve però coniugare in liuteria ad una tensione costante all’innovazione e alla ricerca in campi come i metodi di indagine e di restauro degli strumenti antichi, e i più recenti sviluppi della fisica del suono.
IL VALORE NEL TEMPO
I dettami della qualità sono a volte capricciosi: se per ottenere un minimo miglioramento è necessario un enorme investimento di lavoro e dedizione, se per non cadere in compromessi è necessario pagare un prezzo anche elevato, la ricerca dell’eccellenza impone che questa sottile differenza, non percepibile ai più, sia il primo obiettivo.
In spregio ai criteri di economicità il liutaio e il restauratore di strumenti spendono lunghe ore del proprio tempo per ottenere un miglioramento minimo, usano tecniche antiche e faticose solo perché un’impercettibile differenza potrà accontentare l’occhio veramente esperto. Presso Scrollavezza & Zanrè la verniciatura di uno strumento richiede un intero mese, mano dopo mano: certo esistono metodi più veloci che causano solo una lievissima differenza nel risultato, ma da S & Z si è scelto di puntare su quella differenza.
Naturalmente il cliente deve essere disposto allo stesso investimento, ben sapendo che lo strumento potrà contare su una vita che si misurerà in secoli. Questo perché il liutaio ha saputo attendere che il legno avesse la giusta stagionatura, ha dedicato tutta la sua attenzione agli assemblaggi usando collanti naturali reversibili, ha impiegato una vernice che acquisti con il passare del tempo patina e fascino.
Di fronte alla situazione del mercato degli strumenti ad arco, vale la pena di spendere una parola sull’opportunità di investire sulla liuteria contemporanea. Rispetto alle quotazioni a volte proibitive che hanno raggiunto alcuni strumenti antichi di non grande valore storico o in condizioni di conservazione compromesse, la liuteria contemporanea assicura infatti di preservare il suo valore nel tempo. E se l’intuito del compratore ha saputo distinguere la qualità e il talento, l’originalità ed il radicamento in una tradizione, spesso l’investimento su uno strumento contemporaneo può rivelarsi, dopo alcuni decenni, una scelta lungimirante.